Top 10 giochi giocati nel 2025

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In questa top 10 andrò a classificare i migliori giochi che ho giocato durante tutto l’arco del 2025. Per questa lista non terrò in considerazione giochi multiplayer/live service a meno che non siano usciti nell’anno di riferimento, altrimenti Overwatch e Apex sarebbero dentro per forza di cose. Le recensioni finora affrontate sono state sicuramente un aiuto per capire in maniera più ordinata quali titoli ritengo migliori di altri. Tuttavia potrebbe capitare che alcuni giochi si trovino in posizioni superiori rispetto a quanto sarebbe se seguissi solamente il voto riportato nelle recensioni. Non ho mai considerato il voto finale come semplice media aritmetica dei sotto voti anche se sicuramente è capitato di averne uno che rispecchiasse questa situazione. Probabilmente affronterò la questione degli aspetti particolari tenuti come parametri per i voti (gameplay, storia, etc) in un altro articolo ma voglio comunque già anticipare qui che il gameplay è il king.

Bando alle ciance e iniziamo con il gioco alla posizione numero 10

10: Detroit: Become Human

Detroit è un’avventura grafica e tratta del rapporto tra androidi e umani. Gli androdi sono robot dotati di una “coscienza” che sono stati progettati dall’azienda Cyberlife con lo scopo di essere impiegati per lavori di fatica o che possono essere svolti senza mettere a rischio una vita umana. Ciò ha portato a un aumento della disoccupazione e a un conseguente malcontento generale della popolazione. Connor, Kara e Marcus sono gli androidi che il giocatore controllerà e di cui sceglierà il futuro che sembra destinato al conflitto con i propri creatori. Le diverse possibilità e la personalizzazione della propria avventura permettono al giocatore di provare un’esperienza personale diversa da quella degli altri, concludendo la storia in uno dei finali multipli frutto appunto del proprio percorso. Tecnicamente è un gioco davvero impressionante, con animazioni facciali assurde (in senso positivo ovviamente). Qui la recensione.

9: What Remains of Edith Finch

Al nono posto un gioco/non gioco; anche questo è un tema che tratterò in un altro articolo. What Remains of Edith Finch è un cosiddetto “walking simulator” in cui si controlla Edith Finch che torna nella casa della famiglia costruita dal suo bisnonno. Esplorandola rivivrà i ricordi e le esperienza che hanno accompagnato i membri della sua famiglia prima della morte ( i Finch sono “maledetti” e tutti destinati a morire). Il focus del gioco è nel perlustrare le varie stanze dell’abitazione dove i vari Finch hanno vissuto e interagire con l’ambiente, dando vita a sezioni di gameplay/minigiochi vari mentre la voce narrante spiega tutto in maniera molto coinvolgente. Esperienza che dura poche ore ma che intrattiene trattando di un tema delicato come il lutto e l’approcciarsi alla morte.

8: Mafia II: Definitive Edition

Mafia OG è stato uno dei pochi giochi che ho avuto il piacere di giocare su PC quando ero piccolino e principalmente un consolaro. All’inizio del 2025 ho giocato a tutta la trilogia in versione definitive, remastered/remake e con tutti i dlc bla bla bla. Per quanto il primo capitolo resti nel mio cuore per avermi fatto provare la magia dell’open world quando ancora non andava di moda e non avevo un GTA a disposizione, oltre ad averlo fatto con una cura dei dettagli non da poco (poliziotti severi, benzina per le automobili, musica dell’epoca), ritengo il secondo capitolo superiore: grafica migliorata (anche se c’è un problema di frame fastidioso legato al motore grafico quando “si spara troppo” se ben ricordo), personaggi superiori, comicità più pronunciata e gunplay più fluido. Mafia II è il miglior gioco per sperimentare l’atmosfera gangster e della mafia italoamericana in un open world grande il giusto con protagonisti un duo ben scritto.

7: Crash Bandicoot N. Sane Trilogy

Eccoci con un altro remake, l’N. Sane Trilogy che racchiude i primi tre Crash usciti su PS1. Credo che da bambino affrontai solamente 1 e 3 e non credo di aver terminato nessuno dei due (non parliamo nemmeno di ottenere tutte i cristalli e le gemme). Per chi non conoscesse Crash Bandicoot, si tratta di un piattorma 2d/3d (non so se sia la definizione giusta ma se penso a Mario 64 come 3d non posso mettere Crash OG sullo stesso piano, proprio per la struttura dei livelli) in cui lo scopo del gioco è arrivare alla fine del livello, cercando di spaccare tutte le casse che si trovano posizionate all’interno di esso. La trilogia è un esempio lampante di come tutte dovrebbero essere fatte: ogni capitolo successivo migliora in misura non troppo drastica i vari aspetti del precedente, ampliando le possibilità date grazie all’aggiunta di elementi di gameplay, come l’utilizzo di veicoli in certi livelli del 3. Il level design in generale per la trilogia è ottimo e Crash è un’icona dei videogiochi come personaggio, una mascotte mancata per Sony e PlayStation. La colonna sonora è calzante con il gioco enfatizzando con il ritmo più serrato i livelli dove la velocità aumenta e si sposa bene con i diversi ambienti di gioco. Questa trilogia remake è un buon prodotto che riesce a riportare in auge una saga storica, migliorando soprattutto controlli legnosi legati alla limitatezza dell’hardware della prima PS. Recensione qui.

6: Beyond: Two Souls

Beyond mi ha colpito come pochi giochi quest’anno: le mie aspettative erano pari a zero e mi ha completamente lasciato di stucco. La grafica, per quanto abbia giocato la versione PC, è incredibile per un gioco concepito su PS3. La protagonista Jodie interpretata da Ellen Page dà vita a una prova attoriale ineccepibile che non riesco a paragonare a nessun altra nel parco giochi che ho portato a termine. Le emozioni sono papabili e più che visibili sui volti dei protagonista e l’immedesimazione ne trae un beneficio incredibile. Si vive l’evoluzione di Jodie da bambina abbandonata dai genitori che è legata a una presenza sovranaturale di nome Aiden a donna che nonostante abbia raggiunto una maturazione e una sicurezza dei propri mezzi è segnata da una sofferenza legata ad Aiden in un rapporto di amore/odio. Rispetto agli altri titoli Quantic Dream le scelte non caratterizzano il prodotto e non si vive un’esperienza “unica” adattata al giocatore ma personamente questo aspetto non mi ha dato alcun fastidio. Per quanto ami il gameplay, e qui è pressoché nullo, la storia mette in penombra tutto il resto. Ne parlo anche nella recensione di Detroit.

5: Donkey Kong Bananza

Non poteva mancare il ritorno di Donkey Kong in questa classifica ovviamente. Piattaforma 3d che prende quanto di buono già c’era in Super Mario Odyssey (gli sviluppatori sono gli stessi) e lo rende su misura per lo scimmione, permettendogli di spaccare praticamente tutto ciò che si vede a schermo. Questo si traduce in malleabilità e profondità di gameplay incredibili, conditite con l’ottimo level design dei vari mondi. Se ti piace saltare e giocare, da possesore di Switch 2 non puoi non giocare DK Bananza. Recensione qui.

4: NieR: Automata

Per NieR: Automata succede il contrario di Beyond per quanto riguarda le aspettative che erano altissime. Non posso dire di essere rimasto deluso, la serie NieR per quanto al momento composta da due titoli (se non si considera giochi mobile, anime, rappresentazioni teatrali, ecc.) al netto delle serie madre Drakengard è già una delle mie preferite nel panorama dei giochi di ruolo. Però credevo veramente di poter considerarlo uno dei miei titoli preferiti di tutti i tempi e non è così. Poco male comunque. Automata è un capolavoro per quanto riguardo il come narrare la propria storia attraverso i diversi finali e i new game +. La storia è un gradino sotto il capitolo precedente, qui recensito, ma si tratta comunque di una storia che prende, emoziona e, cosa non da poco, porta a pensare e riflettere il giocatore, rompendo (anche) in questo modo la quarta parete. Gameplay buono che per esser considerato ottimo probabilmente aveva bisogno di più occasioni dove poter impiegare il divertente e riuscito combat system (ti amo Platinum Games). La grafica è carente e per quanto impatti poco nella valutazione generale è un vero peccato. Recensione completa qui.

3: Grand Theft Auto V

Posizione controversa per il terzo gradino del podio. Giocai GTA V già all’uscita su PS3 e cavalcando l’hype di GTA VI ho deciso di riprendere dopo più di dieci anni il suo predecessore nella versione PC con grafica aggiornata e contenuti aggiuntivi. Non mi dilungherò molto per uno dei giochi più famosi di sempre, dico solamente che è innegabile quanto sia importante e curata l’opera di Rockstar sotto letteralmente ogni aspetto possibile e immaginabile, e non ci sono stati molti titoli superiori che ho affrontato nel 2025. In apertura ho accennato che avrei escluso titolo multiplayer/live service. Qui infatti parlo di GTA V singleplayer, non avendo praticamente mai giocato l’online (forse un paio di volte per vedere com’era all’epoca su PS3). Recensione qui.

2: Mario Kart World

Lo dico subito, per me Mario Kart World è il miglior Mario Kart di sempre. Ho sentito diverse opinioni che incoronano come numero 1 il precedente Mario Kart 8. Mi permetto di dissentire. È vero, un gioco che ha World nel nome e che ha sponsorizzato come nuova main feature un open world stile Forza Horizon che risulta vuoto e poco appettibile da esplorare è un problema. Non nego che lato marketing siano stati compiuti errori. Però Mario Kart è un gioco di kart e continuo a ritenere che si giochi per le corse, online od offiline che siano. Si basa sulle risate suscitate dall’aver colpito lo stesso avversario con tre gusci rossi di fila. Si basa sul pool enorme di personaggi che puoi scegliere. Si basa sul level design delle piste. Si basa sulle meccaniche di gioco. Io vedo solo dei miglioramenti sotto ogni singolo aspetto. La possibilità di grindare sui muri e sui vari rail incarna la massima del facile da imparare difficile da masterare, aprendo poi strade infinite legate alla fantasia e alla sperimentazione dei giocatori che continuano a scoprire nuovi modi per implementarli nelle gare e nei time trial. Sono d’accordo invece che le “piste” corridoio che collegano i diversi circuiti siano dei flop clamorosi. Non sono ora aggiornato sulla loro implementazione online che se non sbaglio è stata rivista diverse volte ma offiline si può, per fortuna, evitare del tutto nella fase di selezione delle corse.

1: Celeste

Il gioco migliore che abbia giocato nel 2025 è senza dubbio Celeste. Dal primo momento pad alla mano alla fine del gioco la mia bocca continuava a spalancarsi in modi che non pensavo fossero possibili. Piattaforma 2d sviluppato da un indie developer in pixel art. Se non avessi sentito diverse opinioni che lo esaltavano non gli avrei dato un euro, tanto meno considerarlo uno dei miglior platform che abbia mai giocato. Le meccaniche non sono tante ma permettono cose incredibili nella loro limitatezza. Il design dei livelli è semplicemente da estasi. Il gioco da completare è “difficile” ma comunque accessibile. Se si vuole completarlo al 100% lì si che inizia la vera difficoltà. Io semplicemente adoro la filosofia di facile all’inizio, meno facile alla fine e difficile da completare come insegna la scuola Super Mario. Non sono fan della pixel art e comunque niente da dire, perfetta per un gioco del genere. Il sonoro è ok, non credo sia top tier. La storia tratta di un tema delicato quale la depressione e viene affrontata superficialmente a detta di qualcuno. Ma parliamo di un platform, per quanto un gioco per essere un vero e proprio capolavoro dovrebbe eccellere in tutto ritengo la storia un superfluo. In ogni caso credo sia anche carina e gestita in maniera ottima.