Undertale è un gioco di ruolo in pixel art sviluppato dal celebre Toby Fox. Prende ispirazione dalla serie Nintendo “Mother” (o “EarthBound” come preferite). È uno di quei giochi indie che hanno dato via a una sorta di rivoluzione nel mondo dei videogiochi, aprendo gli occhi a sviluppatori e giocatori che non servono budget da tripla A per sfornare prodotti qualitativamente eccezionali (bisogna comunque menzionare Limbo e Braid prima sicuramente e chissà quanti altri sto bistrattando).
Il giocatore controlla un bambino caduto in un mondo sottaraneo che cerca di trovare la via di casa mentre esplora il sottosuolo e incontra mostri di diverso tipo. Questi mostri sono gli abitanti del sottosuolo il cui aspetto grottesco non sempre indica una pericolosità intrinseca. Il primo livello adibito a tutorial è dove il protagonista incontra Toriel, un mostro con le fattezze di una capra che lo salva dall’attacco di un fiore con chiari intenti violenti e malvagi. La stessa Toriel istruirà il bambino umano a non attaccare i mostri che incontrerà bensì di provare a parlarci. Il gioco permetterà comunque un approccio violento verso le creature che si incontra, lasciando la scelta finale al giocatore.

In base a come si deciderà di approcciare il gioco si andrà incontro a dialoghi e sezioni dedicati culminando infine in uno dei tre finali possibili. Durante il viaggio si incontreranno diversi personaggi che metteranno alla prova continuamente la moralità del giocatore. Questi personaggi e i dialoghi che li accompagnano sono l’anima pulsante di Undertale, caratterizzati in maniera fantastica e conditi da un umorismo di grande livello.

Undertale è in grado di regalare scorci bellissimi ed emozionanti, nonostante la grafica pixel art, a dimostrare un’ennesima volta come uno stile artistico adeguato, tarato sulla tipologia di gioco in questione possa essere una scelta vincente a discapito della ricerca del fotorealismo estremo. E lo dice un fresco possessore di 5080 che non vede l’ora arrivino tutti i componenti del nuovo pc per tuffarsi su Final Fantasy VII Remake e Cyberpunk 2077 in 4k con ray tracing e bla bla bla. Il design dei mostri è un altro elemento che non si può che evidenziare in positivo.

La colonna sonora mamma mia. Pezzi indimenticabili, note che si amalgamano perfettamente alla situazione di gioco, Megalovania. Una canzone che adoravo da tempo senza aver mai toccato Undertale prima ma che sentita durante quella boss fight ha tutto un altro sapore. Chi sa sa. Toby Fox è un musicista di formazione e dimostra di saper bene come interpretare la musica nel mondo dei videogiochi. Ricordo che grazie al suo lavoro e riuscito a farsi notare da Nintendo/Game Freak che gli ha comissionato il battle theme di Pokémon Spada/Scudo.

Per godere al massimo di Undertale è importante portare a termine le tre run (neutrale, pacifista e genocida). Durano all’incirca quattro/cinque ore ciascuna. Per una potrebbe essere necessario più tempo data la difficoltà più alta rispetto le altre. Ciò che è da encomiare tuttavia è il pacing del gioco. Gli eventi si susseguono con ritmo incalzante, così come le informazione e le battute dei personaggi principali. Piccola nota per la genocide run: dato che come condizione è necessario uccidere taaanti mostri questo fattore di grinding risulta un po’ pesante e frustrante e ciononostante s’incastra perfettamente con ciò che vuole trasmettere il gioco.

Undertale è anche un gioco incredibile sotto l’aspetto del gameplay. I combattimenti sono un punto atipico se vengono paragonati a quelli a turni classici del genere: infatti vengono affrontati come un bullet hell. Il giocatore deve controllare il proprio cuore, cursore che compare al centro dello schermo, e schivare gli attacchi dei nemici, che si materializzano come proiettili bianchi (ma non solo). Le boss fight sono tutte uniche e memorabili. Viene spesso rotta la quarta parete e anche parodizzato lo stesso gioco di ruolo e tutto ciò lascia a bocca aperta per la freschezza e l’audacità di tale design (e si parla ormai di un gioco di più di 10 anni fa). L’esplorazione è limitata e lineare anche se i diversi livelli del sottosuolo sono accattivanti, esplorazione per la quale si viene premiati con alcuni oggetti da utilizzare per migliorare le proprie statistiche di attacco e difesa. Buoni e divertenti invece i diversi puzzle che circondano gli ambienti, puzzle che devono essere risolti per proseguire con l’avventura.

Per concludere, Undertale è il miglior gioco indie a cui abbia mai giocato. Gameplay assurdo, trama carina accompagnata da personaggi memorabili, stile artistico molto buono e colonna sonora fantastica. Un gioco di ruolo unico (sì, esiste Deltarune che immagino ci assomigli ahah) che non si dimentica.


