NTE: Neverness to Everness è un gatcha sviluppato da Hotta Studio. Gatcha non è il termine più corretto per descrivere l’esperienza di gioco, NTE è in fin dei conti un action RPG open world. Utilizzare quest’etichetta tuttavia, per quanto non aiuta a inquadrare in maniera chiara il gameplay e il genere del videogioco, permette di far capire velocemente quelle che sono tante delle sue meccaniche (sporche).
Partiamo come sempre dalla storia. Per prima cosa si sceglie se utilizzare un personaggio uomo o donna. Poco dopo ci troveremo catapultati nel mezzo degli eventi nella città di New Helios dove un’anomalia sta avvenendo. Un’anomalia è un evento paranormale che caratterizza il mondo di NTE e in questo caso si presenta come una pioggia acida che distorce la gravità e che proviene da un buco nel cielo, terrorizzando gli abitanti. Interviene quindi il Bureau of Anomaly Control (BAC) che invia la squadra speciale E.T.D.-4 (Enforcement Tactical Division) per risolvere il problema e per introdurci il gameplay dei combattimenti tramite un tutorial in cui possiamo impersonare i componenti del team. Affrontiamo delle peculiari ombre apparse assieme all’anomalia e che minacciano l’ordine pubblico. Il capitano della squadra intanto s’imbatte nel protagonista Zero, comparso nei pressi dell’area in un modo non precisato, che trova il Nexus, l’elemento chiave per contenere e fermare l’anomalia. L’inizio è scandito da un ritmo serrato che presenta i protagonisti e i nemici, e pone tante domande, caratterizzato da un’atmosfera dark e accativamente che coinvolge. Considerata l’incredibile abilità mostrata, Zero viene accompagnato a Hethereau dove risiede il quartier generale del BAC e l’ufficio del direttore, sostanzialmente per stabilire come osservarlo e impiegarlo. Alphard, la direttrice, ci assegna al negozio di Eibon, che si occupa di accettare commissioni dai cittadini per risolvere anomalie minori e della vendita di oggetti speciali. Il ritmo scende e rallenta impietosamente e dopo sette ore di gameplay la trama non è avanzata di un solo passo.
I personaggi hanno un buon design, troppo spinto ovviamente nell’esagerazione delle forme femminili, ma non sono altro che dei pupazzi senza spessore caratteriale. C’è Minty, l’amichetta furry con le orecchie da gattina sempre col sorriso e pronta ad aiutarci. Lacrimosa, membro di E.T.D.-4, loli amante del succo di pomodoro, un’ameba con difficoltà a parlare in modo chiaro che dorme sempre. Adler, perfetto gentiluomo, sempre curato nei discorsi e nel portamento, uno yesman esagerato. Taygedo, una lontra con la testa dentro una televisione, carico di energia, simpatico, timido e impacciato, unico personaggio che ho trovato con un suo perché e che mi ricorderò (non per la dimensione del seno o altro). Zero parla in toni pacati e “diplomatici”, con la possibilità di scegliere dei dialoghi più “cattivi/aggressivi” che comunque impattono poco o nulla. In generale tutti i personaggi sono protipici di anime spensierati e senza troppe pretese di profondità e senza dubbio non sono la persona adatta per apprezzare questo. Va da sé che quindi i dialoghi li consideri imbrazzanti o per esser meno pesante nella valutazione, sono semplici, stupidi e fanciulleschi.
La regia invece è molto buona: le cutscene, perlomeno quelle riferenti lo svolgimento della main quest sono tanta roba con animazioni bellissime, combattimenti intensi ed effetti convincenti.

Di giochi in cel shading ne ho affronti pochi nell’ultimo periodo e NTE mi ha lasciato a bocca aperta a primo impatto: pulizia elevate delle texture dei personaggi, ray tracing che fa il suo lavoro (ray reconstruction supportata ma devo ancora farci la mano), colori accesi e vivaci. Probabilmente ci troviamo in un’era dei videogiochi in cui questa tecnica è stata masterata ed è difficile sbagliare. Ho giocato a DRAGON BALL: Sparking! ZERO al day one, in 1080p, e pure quello era davvero un bel vedere. Ma basta pensare a classici come Okami e The Legend of Zelda: The Wind Waker usciti più di 20 anni fa che ancora oggi sono bellisimi da vedere, tanto più se si considera l’utilizzo di tecniche di upscaling e texture migliorate. NTE non sbaglia a sbalordire.
Le cose belle legate alla grafica risiedono in: character design, animazioni (combattimenti e soprattutto cutscene), riflessi sui vetri, gestione della luce e dell’illuminazione, effetti per rendere l’atmosfera paranormale.
Le cose meno belle: texture di oggetti semplici che stonano con i dettagli e la pulizia dei modelli dei personaggi, acqua e interazione con essa, pop-in di elementi quando ci si muove a una certa velocità, mondo di gioco artisticamente anonimo.
Effetti audio e doppiaggio inglese ok. OST carina e funzione radio mentre ci si sposta con i veicoli.




Questa dovrebbe essere la prima recensione che porto ptima di aver completato un gioco (la storia almeno), cosa che non ho intenzione di fare. Ho resistito poco meno di otto ore prima di droppare. Il motivo principale è il pacing della main quest, pacing ovviamente legato alla natura farmosa/shoppona da gacha sottostante. In genere non mi dispiace dedicarmi alle attività e alle missioni accessorie per avere la scusa di esplorare la mappa, approfondire personaggi minori, livellare o anche solo per staccare un attimo. In NTE la qualità di queste è ridicola: “missioni” che sono simulatori di appuntamenti, partite di pallavolo per mostrare i costumi succinti, raccogliere i classici collezionabili posizionati in modo completamente casuale, affrontare nemici senza un particolare motivo gestiti da una IA pessima per venti secondi. A esser onesti di attività ce ne sarebbero ancora a bizzeffe (corse con le macchine, pesca, ecc.), ho assaggiato solo la punta dell’iceberg, posso però presupporre maliziosamente la qualità e profondità.
Per quanto riguarda la longevità in generale immagino dipenda anche da quanto uno sia disposto a shoppare per sbloccare la miriade infinita di oggetti, equipaggiamenti, skin, personaggi. Consiglio personale, non buttate soldi in questo schifo (intendo il modello gacha più che il gioco).

Il gameplay in un primo momento sembra convincente e sviluppato bene. NTE è un action RPG e come tale si basa su combattimenti in tempo reale, con la telecamera in terza persona. Si affrontano con un party composto fino a quattro personaggi mediante un combat system strutturato da un attacco base, una skill redirect, un dodge, un salto e un’ultimate. Il dodge se timato bene permette un attacco speciale con dei bonus. Si può switchare tra i membri del party in qualsiasi momento (anche al di fuori del combattimento) e se fatto una volta caricata una certa barra, se esiste una certa compatibilità, si attiva una combo che affligge dei malus al bersaglio. Esistono tantissimi equipaggimanti e accessori che influiscono sulle statistiche. Nella pratica il sistema risulta un po’ monotono ma comunque spettacolare e soddisfacente da vedere e giocare.
La mappa è abbastanza grande e densa con diverse attività da svolgere. Il problema principale risiede nel fatto che il movimento limitato del personaggio non invoglia per nulla il giocatore a esplorare. C’è un dash dalla distanza ridotta gestito da una barra di stamina in stile Zelda BOTW, un glider che permette di planare ma rallenta la velocità di brutto, un motorino lentissimo e infine delle macchine. Le macchine si possono acquistare con la valuta in game e ancora una volta si vedono i problemi legati alla natura gacha. Non intendo ora approfondire, brevemente non sopporto gacha e simili come free to play con microtransazioni invasive, li reputo tra i cancri più invasivi dell’industria videoludica e rimpiango i tempi in cui si pagava un account una tantum come su Overwatch prima della falsa uscita del 2 e l’infrastruttura non si reggeva sul continuo cash flow derivato dall’acquisto di skin.
Le missioni sono strutturate male: sono divise in tante e minuscole micro task, per esempio parla con x che si trova a 100 m da te per poi spostarsi nuovamente al punto di partenza per un raccogliere oggetto a cui segue altro dialogo e repeat, intervallate da cutscene spesso superfluee. Il ritmo di gioco e il pacing ne escono chiaramente compromessi.

Penso si percepisce facilmente da come ho finora trattato vari aspetti del gioco che trovi NTE mancante di mordente. Purtroppo se prendo in considerazione quelli che sono a mio avviso i punti focali attorno ai quali Hotta Studio ha sviluppato il gioco ritengo che la realizzazione sia più che solida. Il target di riferimento è sicuramente un pubblico amante di anime e manga e l’intento è quello di spennarli il più possibile attraverso meccaniche predatorie e incentivi molto sessualizzati. Non appartengo a questo target sicuramente ma comunque non disdegno lo stile grafico tipico, ciò che non apprezzo, forse sbagliando a generalizzare, sono i temi da teenager, lo humour e la poca profondità. In questo caso il gameplay non mi ha convinto a sufficienza per continuare l’avventura.

In conclusione, NTE: Neverness to Everness è un action RPG mediocre con un open world che non ha elementi particolari per spronare l’esplorazione più del necessario. Combat system carino ma sempliciotto. Adatto e consigliato solamente ai fan dell’animazione e dell’umorismo tipico di queste produzioni.


